Testimonianze Vocazionali
“Conviene spedire Operai per ogni dove, affinchè col Divin Sangue si purifichi la terra”
Equipe Formativa
Seminario Maggiore C.PP.S
II Anno Teologia
II Anno di Licenza
Ciao a tutti! Mi chiamo Antonio Morgillo, ho 20 anni e sono originario di Arienzo, un paese della provincia di Caserta.
Come tanti ragazzi della mia età ricevuto il sacramento della prima comunione mi sono allontanato dalla Chiesa, ritornandoci qualche anno dopo per ricevere la cresima e dirle un ulteriore arrivederci.
Il 12 Novembre 2016, era un Sabato, mi trovavo in parrocchia per frequentare il secondo anno del corso di cresima, con la speranza mia e di tanti miei coetanei che finisse al più presto, per dare il nostro saluto alla Chiesa a sacramento ricevuto. Ciò che ignoravo è che nel mio paese a distanza di due mesi da un’animazione missionaria, alla quale non ebbi modo di partecipare, erano tornati alcuni di quei missionari di cui avevo tanto sentito parlare dai miei amici. In quello stesso giorno, uscito annoiato dal corso di cresima vado all’oratorio parrocchiale per raggiungere alcuni miei amici che erano andati lì per salutare i missionari. Arrivato all’oratorio incontrai un missionario del Preziosissimo Sangue, un sacerdote pieno di una gioia contagiosa ben diversa da quella frizzante alla quale ero abituato. Guardando quel sacerdote pensavo tra me e me: “questo sì che è un uomo felice!”. Quella sua gioia e quella sua felicità mi interrogarono molto. Avevo tanti hobby ed amici, giocavo a calcio ed ero capitano della mia squadra…In fin dei conti non mi mancava nulla…eppure tra le tante cose che avevo non mi sentivo felice come quel prete.
Decisi di iniziare a cercare quella felicità frequentando il gruppo giovani parrocchiale e partecipando ai vari incontri che organizzavano i missionari (convegni giovani, orientamenti vocazionali e formazione per missionari laici).
Frequentando i missionari iniziai sempre più ad affascinarmi alla persona di Gesù e grazie all’aiuto del mio padre spirituale imparai a conoscerLo e a fare esperienza di Lui nella preghiera. Stando con Gesù iniziavo a comprendere da dove venissero la gioia e la felicità di quel missionario che avevo incontrato: “nel rapporto con Dio” alla luce del quale tutto assume sapore.
Avevo scoperto la bellezza di avere un rapporto con Dio ma l’idea di farmi prete o di iniziare un cammino del genere era solo una fantasia che preferivo allontanare appena quest’ultima mi si presentava davanti. Infatti, appena un amico (tante volte per scherzare) mi diceva che ero portato per questa strada mi arrabbiavo parecchio e preferivo cambiare argomento.
Poi però alla luce del mio rapporto con Dio e grazie ad un cammino di discernimento vocazionale l’argomento di una vita sacerdotale si fa sempre più spazio nel mio cuore, anche se un po’ per paura e un po’ per incostanza non cerco mai di scendere del tutto in profondità.
La svolta avviene quando decido di partecipare ai miei primi esercizi spirituali, svolti a Pesaro nel Settembre del 2018. In quel tempo di grazia, guidato dalla Parola di Dio, feci esperienza di un Dio che sa amare e guardare là dove credevo di non meritarmi nulla: nelle parti più buie e ferite di me. Mi sentii per la prima volta amato per quello che ero. Desiderato non per i miei pregi o talenti, ma scelto da un Dio che non voleva solo una parte di me (quella forte e coerente) ma tutto il pacchetto.
Alla fine di quell’esperienza sentivo la convinzione che la mia gioia e la mia felicità fossero nel seguire Gesù e donare la mia vita completamente a Lui.
E così il 12 Gennaio 2019 iniziai il cammino di discernimento con la comunità d’accoglienza CPPS ad Albano Laziale. Un cammino durato un anno e cinque mesi, grazie al quale ho avuto modo di curare e far maturare il mio rapporto con Dio e di iniziare a fare verità su me stesso, con il desiderio di voler conoscere “tutta la persona” che Dio avesse scelto.
Oggi il cammino alla sequela di Gesù continua in Seminario Maggiore CPPS con la consapevolezza di essere guidato e accompagnato da quel Dio pieno di misericordia che si lascia incontrare nell’umanità ferita di uomini e donne, che non rinnega di chiamare suoi figli.
L’incontro con un Volto
Da tempo mi affascina poter osservare i diversi modi con cui Dio, senza troppi clamori, continua a rendersi presente nella quotidianità e nella vita di quanti hanno anche solo il minimo desiderio di istaurare una relazione con Lui: a stupirmi è la Sua creatività che riesce a rendere unico il personale legame che intesse con ciascuno!
Mi chiamo Gabriele, ho 28 anni, vengo da Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), in famiglia sono il secondo di tre figli e sono qui per provarti a raccontare il modo in cui questo Dio ha bussato anche alla mia vita rendendosi visibile a tal punto da condurmi in Seminario, in un cammino più profondo e radicale di sequela.
Se riavvolgo il nastro, apparentemente dovrei dire che in quanto a creatività ed “effetti speciali” per rendersi attrante questo Dio con me non si è molto impegnato!
Non ho infatti, ahimè, da raccontarti una storia di conversione o di riavvicinamento alla fede, perché dentro le mura della Chiesa, della mia parrocchia ci sono praticamente cresciuto.
Negli anni della mia infanzia e adolescenza la comunità parrocchiale è stata una “fabbrica di vita” che mi ha permesso di vivere mille esperienze insieme ad altri ragazzi e a tanti adulti che hanno saputo darmi un esempio di vita cristiana vissuta non tanto o, non solo, nella sagrestia ma nel mondo e nell’impegno concreto di tutti i giorni.
Dentro di me (mentre la vita andava avanti e iniziavo a progettare nei minimi dettagli il mio futuro anche professionale da magistrato e, magari, da politico!) c’era dunque ben chiara un’immagine di Dio da servire nella concretezza della vita riservandogli però esclusivamente il “meglio” che possedevo e che dovevo, quindi, coltivare mettendo da parte tutto il resto.
Mentre tutto filava liscio – nonostante non fossero mancati momenti di prova, di sofferenza, di delusione, di fallimento – è l’incontro con i Missionari del Preziosissimo Sangue (dei perfetti sconosciuti per me fino all’Aprile del 2017), venuti in parrocchia per una settimana di animazione missionaria, a mettere un po’ di disordine nella mia routine mentre, a 21 anni, stavo per completare il mio terzo anno di studi in Giurisprudenza.
Tranquillo! Anche in questa occasione Dio non ha usato comuni “effetti speciali” con me: di quella settimana che ho vissuto fianco a fianco con questi Missionari, non ricordo quasi nulla dei bellissimi incontri organizzati per i giovani, delle prediche, della grande Veglia Eucaristica… ciò che letteralmente mi rapì fu il calore e la collaborazione che traspariva dal gruppo, segno “silenzioso” di una accoglienza e di un amore reciproco tra di loro che rivelava Altro e, poi, la semplicissima parola di uno di questi giovani Missionari che, pur conoscendomi da poche ore, mi invitava, durante un momento di festa e di animazione, a mettermi in gioco, a “buttarmi” senza aspettare di essere al “top” perché in fondo ciò che contava davvero era che io ci fossi… e mai nessuno, prima di allora, questa “banalità” me l’aveva detta!
Da quelle giornate in poi, allora, ho avuto l’opportunità di scoprire dei tratti del Volto di questo Dio su cui non mi ero mai soffermato: tratti dolci, semplici, piccoli, quasi impercettibili ma che mi hanno rivelato e mostrato che il Suo Amore, totalmente donato sulla croce, non si fermava ad alcune cose della mia vita seppure belle da mostrare, ma inondava tutto di me, proprio tutto anche e soprattutto quelle parti della mia storia e del mio essere da tenere nascoste o su cui non dover fare troppa luce.
Di questo Volto tenero e amorevole, silenzioso e quasi impercettibile mi sono innamorato e a questo Volto ho sentito forte il desiderio di voler conformare tutta la mia vita: così, seguendo dei piccoli passi possibili, dopo un tempo di accompagnamento vocazionale, di discernimento e di conoscenza della Congregazione CPPS, terminati gli studi universitari, il 31Ottobre del 2019 ho iniziato il mio cammino formativo con l’ingresso nella Comunità d’Accoglienza ad Albano Laziale (RM), cammino che oggi prosegue nel Seminario Maggiore CPPS a Roma, con la maggiore consapevolezza che di Dio – Amore fedele, che non delude e che non abbandona mai – ci si può sempre fidare.
Un viaggio inaspettato…
Ciao a tutti, mi chiamo Andrea Silvestrini, ho 29 anni, sono nato a Roma.
Sin da bambino ho frequentato la Parrocchia dei Missionari del Preziosissimo Sangue a Roma (Parrocchia San Gaspare del Bufalo) e, aiutato dal vivere in una famiglia cristiana, ho mantenuto sempre vivo il legame con il Signore. Ma, nonostante ciò, dopo aver ricevuto il Sacramento della Cresima, ancora non avevo fatto quel salto dalla fede abitudinaria alla fede matura, autentica.
Non mi è mai mancato nulla, ma già da adolescente sentivo la fatica di un trascinarsi nella vita, di un vivere come capita. Tutto sommato mi ritrovavo al mondo, con tante difficoltà ed insicurezze. Non sentivo di piacermi e di poter piacere agli altri, nonostante il tanto affetto sincero che avevo attorno e nonostante il continuo appello dell’Amore di Dio: le occasioni in cui ne assaporavo una piccola parte, svanivano non appena si presentava un qualche fallimento.
Ho continuato a chiudermi sempre di più a causa del continuo disattendere quell’ideale di perfezione. La famiglia e le buone amicizie hanno assicurato quella perseveranza di cui parla Gesù nel Vangelo (Mt 24,13). In più si aggiunge questa (santa) inquietudine del sentirmi chiamato ad un qualcosa di diverso, qualcosa a cui non volevo pensare: la possibilità di una vocazione al sacerdozio. Le volte che mi capitava di avere in mente questa idea, mi sentivo angosciato, e perché no, “sfigato”: già sono messo così e adesso pure una vita di rinunce, difficile, e per persone così meritevoli? No, sicuramente era una mia fissazione per il fatto che non ero ancora fidanzato e che mi veniva ogni tanto questo strano pensiero! Dai, tutto, ma questo no!
Così ho costruito una recinzione attorno all’argomento, non ne ho parlato con nessuno, e tutto era risolto…o così pensavo.
Durante i primi anni all’Università, ho cominciato a frequentare un po’ di più la Parrocchia e sentivo che ogni tanto la questione ritornava fuori, ma allontanavo ogni pensiero a riguardo. Un lutto porta a chiedermi se esista o meno, questo Dio che è Padre: la risposta che ho ricevuto in dono all’elevazione del Santissimo durante quella Santa Messa è stata molto più ricca…ricordo ancora tutto di quell’8 luglio 2015 alle 18.50!
Nel frattempo che rielaboro un po’ tutto, la vita va avanti, già con uno sguardo diverso alla vita. Inizio, sotto buon invito delle buone amicizie, il percorso delle Dieci Parole in Parrocchia: beh, ci sarebbe tanto da dire, ma facendola breve, è stato un percorso decisivo. Almeno per due motivi: primo ho cominciato a ripulire l’immagine di Dio che mi ero costruito fino a quel punto; secondo ho sentito qualcosa di inaspettato: al sesto comandamento, con un’immagine di Dio diversa, quel sentirmi chiamato alla sua sequela iniziava a piacermi…lo sentivo più forte, sentivo che aveva un senso di pienezza superiore a quello che pensavo di desiderare. Sentivo il bisogno di parlarne…ma avevo ancora tanta paura! Durante l’isolamento in piena pandemia cresceva sempre di più questo desiderio di scoprire se la mia vocazione fosse sacerdotale o meno, e continuava a piacermi molto quest’idea…finalmente, in due situazioni differenti e ravvicinate nel tempo è uscito con naturalezza questo discorso, passando ad un discernimento più profondo.
Ho avuto la grazia di passare l’anno di accoglienza nella Parrocchia del Preziosissimo Sangue di Bari, dove sono stato accompagnato e sostenuto da una comunità vicina, paziente e affettuosa, nel maturare la scelta di entrare nel Seminario Maggiore CPPS.
La domanda più frequente che mi viene fatta da quando sono entrato in seminario è: “Francesco, ma cos’è che ti ha portato a questa scelta di vita così radicale?”
Ma più che “cosa” – penso sempre sorridendo tra me e me – credo sarebbe stato più appropriato chiedermi “Chi?”
La mia vita, infatti, è stata da sempre costellata d’ incontri fecondi. Ho vissuto stabilmente in diverse città Italiane come Taranto, Modena, Lecce, Siena, Firenze ed in ogni luogo ho avuto incontri speciali, amicizie profonde, che hanno arricchito in modo straordinario il mio animo. A soli 22 anni ero già laureato in igiene dentale e viaggiavo da libero professionista nella “culla del Rinascimento” in diversi studi dentistici dove avevo collaborazioni, ed anche questo ha favorito l’incontro con persone numerose e altre, per età, cultura e origine, contribuendo alla mia crescita personale.
Apparentemente ero un giovane a cui non mancava niente, eppure, grazie ad un Incontro più speciale del solito, mi resi conto che invece, mi mancava “Tutto”!
Una sera del dicembre 2016, dopo diversi solleciti da parte di care amiche, andai a conoscere questi sacerdoti di cui loro mi parlavano con tanto entusiasmo e dopo essermi fatto una chiacchierata con uno di loro decido di fare en plein e mi confesso.
Erano anni che non entravo in Chiesa, tuttavia, appena fatto il segno di Croce, inizio a piangere come un bambino! Era il pianto della “nuova vita” appena nata.
Uscii da quella chiesa con una leggerezza d’animo indescrivibile – per chi ha studiato un po’ di scienze dico: con un peso specifico diverso – “Risorto” per usare una parola nota ad un certo pubblico. Avevo davvero incontrato Dio!
La domanda successiva a questo punto viene spontanea e solitamente ha queste note: “E quando hai pensato poi di lasciar tutto per diventare sacerdote missionario del Preziosissimo Sangue?”
Il pensiero è sorto nel Luglio del 2017 a Međugorje. Una chiacchierata con un sacerdote mi fa riosservare la vita da un’altra prospettiva che mi inchioda a quelle domande di senso che per troppo tempo non avevo ascoltato in modo profondo e serio: cosa mi rende davvero felice? Per chi sto spendendo la mia vita? È davvero questo il massimo della felicità o desidero altro?
Da qui sono entrato in uno dei travagli più dolorosi della mia vita che mi ha portato a rimettere in discussione tutto, ma a partorire finalmente, nel 2019, dopo un lungo periodo di discernimento e accompagnamento, la scelta di intraprendere il cammino verso ciò a cui sentivo che Dio mi chiamava per essere davvero: pienamente felice! per raggiungere quel “meglio” quel “di più” a cui anelava il mio cuore!
Riassumendo il racconto, detto in altri termini: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga!”. (Gv 15,16)






